Almanacco
della Scienza, mercoledì 14 febbraio 2007, scaffali
Spiegare la matematica e il suo senso più profondo partendo dall’esperienza
personale. È quanto fa Michael F. Atiyah in “
Siamo
tutti matematici”, agile volume edito dalla capitolina
casa editrice Di Renzo Editore.
Professore in prestigiose università, vincitore della Medaglia Fields
e del Premio Neils Abel, l’autore esprime il suo pensiero con uno stile
semplice, a volte persino troppo asciutto, che contrasta visibilmente con
l’osticità dell’argomento. Con disarmante chiarezza precisa: ‘la
matematica è difficile e, anche se ti piace e sei portato, devi
impegnarti molto’, e aggiunge che è una disciplina che richiede ‘una
certa attitudine al pensiero logico-astratto’. Una qualità indispensabile
in un ambito in cui ‘le teorie più ricercate sono quelle che
riescono a spiegare problemi complessi con formule semplici’.
Una materia arida, dunque? Decisamente no, perché per eccellere ‘non
basta la logica, occorre anche immaginazione, intuizione, visione’.
E poi bisogna dare spazio all’imprevedibile perché sono gli
avvenimenti che non si possono prevedere i più interessanti. Ecco
allora che le parole di Atiyah trasformano lo scienziato freddo e razionale
in una sorta di artista, che con la sua mente plasma la complessità del
reale per ridurla con genialità e bellezza a qualcosa di semplice.