L’Espresso 3 Maggio 2007 Pag. 167
Numeri da Oscar
di Piergiorgio Odifreddi
Com’è noto, il premio Nobel per la matematica non esiste. C’è però un
suo analogo, chiamato Medaglia Fields, che viene assegnata ogni quattro anni
ai Congressi Mondiali di matematica, a un ricercatore sotto i quarant’anni:
a testimonianza del fatto che, come diceva Godfrey Hardy. “la matematica
nono è uno sport da giovani”. E da qualche anno c’è pure
un analogo del premio Oscar alla carriera, chiamato premio Abel in onore di
un grande matematico norvegese morto giovane un paio di secoli fa, e consegnato
annualmente a Oslo dal re di Norvegia.
Sir Micheal Atiyah, un libanese che è nato a Londra, è cresciuto
Khartum e ha studiato al Cairo e a Cambridge, ha ottenuto entrambe questi onorificenze,
la Medaglia Fields nel 1996 e il premio Abel nel 2004, ed è dunque uno
dei più titolati matematici del mondo. Solo pochi fortunati hanno potuto
sentirlo parlare al recente Festival di Matematica di Roma, ma tutti potranno
ora godersi la lettura del suo bel libretto Siamo tutti matematici, in cui
egli racconta a ruota libera la sua vita e le sue ricerche, che hanno spaziato
dalla teoria più astratta alle applicazioni più concrete.
Il momento più affascinante della conversazione è però forse
la sezione sulla matematica del XX secolo, che costituisce un pezzo di bravura
in cui Atiyah compie una radiografia del corpo della disciplina, riuscendo
a mostrare la struttura del suo scheletro e le connessioni fra i suoi vari
arti, e toccando grandi temi quali l’abbandono del locale e del lineare,
l’aumento del numero di dimensioni, la dicotomia tra geometria e algebra,
l’impatto della fisica sulla matematica, e tanti altri. Il libro si conclude
con una meditazione sulla responsabilità dello scienziato, perchè nella
sua intensa vita il ribollente Atiyah ha anche trovato il tempo per presiedere
il movimento Pugwash degli scienziati contro l’atomica, che vinse il
premio Nobel per la pace nel 1995, sfatando il mito che i matematici siano
avulsi dalla realtà e vivano in una torre d’avorio.
Micheal Atiyah “Siamo tutti matematici”,
Di Renzo Editore, pp. 84, € 11