Il Manifesto, domenica 18 marzo ’07
Pagina 12 Cultura
“Siamo tutti matematici”, è questo il messaggio di Micheal
F. Atiyah alle giovani generazioni ma anche il titolo di un agile e denso libricino
affidato ai tipi della casa editrice Di Renzo Editore (pp. 80, euro 11). Una
passione per la sintesi che emerge persino dalle grandi figure del passato
da lui scelte a riferimento: Bernahrd Riemann, per esempio, “perché le
sue opere complete occupano lo spazio di un volume, mentre quelle di Eulero
ne contano oltre ottanta”.
Spunti autobiografici, acute osservazioni sulla natura della matematica, folgoranti
incursioni sulle sue relazioni con la fisica, ma anche un capitolo dedicato
al tema “Scienza e responsabilità”, il tutto in uno stile
semplice e lineare che talvolta sembra risolversi in una vera e propria collezione
di bellissimi aforismi.
La matematica, sostiene Atiyah, è “un linguaggio ancora in divenire,
che non è stato scritto una volta per tutte”, e proprio per questo
indica nella libertà intellettuale dei ricercatori a venire il più prezioso
dei patrimoni. Non a caso nel capitolo dedicato alla “creatività nella
ricerca scientifica” dedica grande attenzione allo stato dell’insegnamento
della matematica in Gran Bretagna, lamentando i rischi connessi all’abbassamento
della preparazione dei docenti. Per Atiyah la chiave del futuro è nella
cultura, non certo nella “acquisizione di competenze”.